13 gennaio 2007

L'ultimo pasto.


E' finita dopo un attesa durata quindici anni quest'oggi verrò preso e per la gioia di tutti ucciso, davanti ad un pubblico di persone che non vede l'ora di ritornare a casa per accendere la televisione e vedersi il loro canale preferito. Questa mattina è venuto il prete a redimermi dai miei “presunti peccati” , mi guardava con il suo sguardo inquisitorio come sei fossi un demone venuto sulla terra per portare caos e distruzione; se solo sapesse che invece io sono fottutamente innocente chissà che faccia farebbe. Per ironia della sorte quel Dio che lui invoca per chiedere il mio perdono è l'unico conoscitore della verità ed in questo momento ha altre cose da fare... fortuna che la mia “faccia” da criminale lo ha fatto desistere da ogni tentativo di predica. E' da quanto sono in “vacanza” forzata in questo posto di merda che non vado più in chiesa, l'ultima volta è stato il giorno prima del fattaccio, mi sedevo sempre al solito posto penultima panchina a destra barba fatta e vestitino della domenica.
Mi ricordo ancora la predica che fece il pastore sulla parabola del buon samaritano “
Va’ e fa’ lo stesso!”. Ecco, che cosa ci sentiremo dire da Gesù in questa pagina del Vangelo”. Sarà... io è da troppo tempo che aspetto il mio samaritano e non si è visto ancora nessuno. Neanche quella troia della mia ex-moglie si è fatta viva in quindici anni di prigionia, l'unica cosa che la ricollega a me è il suo avvocato che durante il processo venne per farmi firmare le carte del divorzio e soprattutto per annientare ogni mio diritto nei confronti del seme che aveva in grembo, unica memoria di un amore sbocciato in una sala di biliardo e terminato quel giorno maledetto.
Adesso dovrebbe avere 15 anni chissà quante puttanate gli avrà detto quella strega maledetta e che idea si sarà fatta del suo papà...?? Una brutta impressione sicuramente, tenendo presente che durante il processo i giornali mi dipinsero come il nuovo serial Killer del Maine colui che in una sera ha ucciso una famiglia intera , due giovani sposi e i loro relativi pargoli, davanti al caminetto. I titoli dei giornali erano infarciti in quel periodo di frasi del tipo “Ecco il nuovo Serial Killer” , “E' lui il colpevole della strage del caminetto”, “Il popolo vuole Nick Foreman sulla gogna...” e via di seguito. Ogni volta che ripenso a quel periodo mi vengono i conati di vomito ed infatti il signorino non si fa attendere XD, fortuna che la mia stanza è attrezzata di tutto ahahah. “Hei Nick hai finito di masturbarti è arrivata la tua cena” “no non ho ancora finito Eddie... il dottore mi ha detto che non posso staccare i pesi se vuoi venirmi a darmi una mano sei il benvenuto!!!” mi metto una mano sul pacco e simulo un sega nel mentre mi giro per vedere la reazione di Eddie. “Vaffanculo Nick non farei tanto il divertente se fossi in te sapendo che questa sera verrai bucherellato come un drogato con l'unica differenza che il tuo è un viaggio senza ritorno ahahah”, finito di inveire nei miei confronti ridendo mi lancia il vassoio attraverso la fessura sotto la porta e se ne va via ancora sghignazzando come un coglione. Fortunatamente i conati di vomito sono cessati mi rialzo e vado a vedere se almeno le mie ultime preghiere sono state accolte in cucina.
Prendo il vassoi e controllo l'operato della cuoca e sorrido vedendo la bistecca al sangue con una bella insalata che le fa da contorno e una bottiglietta di vino; tenendo presente che potevo chiedere quello che volevo sono stato miserello nelle richieste ma chi se ne frega questa sera voglio stare in forma per lo spettacolo. Mi siedo sulla sedia e appoggio il mio ultimo pasto sul tavolino in alluminio che per un terzo della mia vita ha sorretto di tutto e prendo le posate per iniziare a mangiare. Chissà perché ma proprio nel momento in cui stavo per attaccare la bistecca con le mani in posizione da motociclista, mi si chiude la bocca dello stomaco e quello che prima era un silenzio confortante adesso mi opprime l'anima come una pressa... ma chi cazzo vogliamo prendere per il culo bello questa sera morirai da solo come un cane... hai scelto lo stesso piatto che presi la prima volta che uscisti con la tua prima ragazza con la vana speranza che per un momento, un solo fottutissimo momento si potesse come un mago agire sulle lancette dell'orologio e ritornare a quel periodo della vita nella quale avevi ancora progetti e speranze.
Vaffanculo vaffanculo vaffanculo... sono quindici anni che mi metto sulla croce ogni sera ed adesso non ho proprio voglia di rovinarmi il mio ultimo e laudo pasto. Detto questo inizio ad ingurgitare la cena a velocità sempre maggiore con la speranza che insieme alla cena termini questo stato di dolore che oramai fa parte della mia vita da troppo tempo. Mi bevo quello che rimane del vino e con un sonoro rutto decreto la fine della cena, mi alzo e con un saltello mi tuffo sul letto che oramai dopo anni di ronfate ha preso il mio calco in maniera perfetta. Com'è giusto che sia appena inizio ad appisolarmi una vocina amica mi sveglia per annunciarmi che tra mezz'ora verrano a prendermi, mi alzo di malavoglia e vado a sciacquarmi la faccia e appena rialzo la testa per guardarmi allo specchio quello che scorgo dietro di me stranamente non mi sconvolge; nel mettere a fuoco l'immagine un sorrisino mi si stampa in volto poiché quello che vedo mi da un senso di tranquillità, una serenità che oramai non risiedeva più in questo cervello da troppo tempo. “Alla fine sei arrivata!!!” finito di parlare mi giro per osservare meglio la figura nella sua interezza e ciò che mi si para davanti è un bel mantello nero con in mano una falce. “Sai stavo pensando che per molti tu sei un costante incubo invece per me sei una salvezza” appena finito di parlare fa un inchino come per scusarsi del ritardo. Rendendosi conto che io non avevo più niente da dirgli si rialza dall'inchino e con un incedere lento ma deciso si avvicina a me e mi tocca. Da li in poi i miei ricordi svaniscono fino al momento ultimo... Disteso su una barella con i piedi e braccia legate, una serie di faretti puntati in faccia che non mi fanno vedere niente, una vocina sconosciuta inizia a scandire la sua sentenza “Nick Foreman sei stato condannato a morte dallo stato del Maine per aver barbaramente ucciso quattro persone... hai qualcosa da dichiarare??” alzo la testa e con gli occhi socchiusi cerco di vedere colui che porrà fine a questo strazio... ma non ci riesco cazzo e nel momento in cui mi rendo conto del perché quei faretti sono angolati in quel modo mi rassegno e con un tonfo della testa faccio capire al mio boia che in questo momento non ho molto da dire al riguardo.

Nick Foreman morì il 15/07/1956 alle ore 22.30 in una prigione dello stato del Maine,quel samaritano che tanto aveva aspettato arrivò sei anni dopo... il suo nome era Marie Foreman la figlia che non aveva mai conosciuto la quale oramai maggiorenne attraverso un gabello burocratico ma soprattutto grazie ai mezzi scientifici che nel frattempo avevano fatto passi da giganti riuscì a smontare l'unica prova che venne usata per condannare il padre. Ne consegui uno scandalo a carattere nazionale ed un processo per danni che dopo un paio di anni vide la fine, con Marie risarcita per milioni di dollari. Il giorno stesso in cui lo stato del Maine dichiarò pubblicamente il proprio errore Marie scrisse una lettera al padre oramai defunto. Due anni dopo un giornale pubblico uno stralcio di quella lettera.


......
Padre perdona mia madre per come si è comportata con te in questi anni e se puoi cerca di capirla, è chiaro che ti risulterà difficile ma posso garantirti che ti amava, quelle lettere che ho trovato in camera sua hanno tutte e dico tutte le pagine stropicciate dal versamento di copiose lacrime e sono state queste stesse missive che tu hai sistematicamente mandato ogni mese a farmi capire quanto l'amavi. Adesso riesco anche a capire il perché fin da piccola mi ha istillato veleno e menzogne nei tuoi confronti, ha fatto questo solamente perché ha preferito che io mi rassegnassi e non vivessi come lei.... Perdona anche me per la mia cecità e per la mia mancata presenza... sono arrivata si... ma troppo tardi, perdonami ovunque tu sia.
......


Esattamente dieci anni dopo la morte del padre Marie non pote assistere alla messa in onore del caro defunto, era in una clinica a partorire il suo primo figlio, avrà lo stesso sguardo e gli stessi occhi del nonno.


Ogni riferimento a fatti, cose e persone è puramente casuale...un semplice parto di questo pensatore che deve relegare i suoi flussi di pensieri su "carta".



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DoS, scritto con la maiuscola al primo e terzo posto, è la sigla di denial of service, letteralmente negazione del servizio. In questo tipo di attacco si cerca di portare il funzionamento di un sistema informatico che fornisce un servizio, ad esempio un sito web, al limite delle prestazioni, lavorando su uno dei parametri d'ingresso, fino a renderlo non più in grado di erogare il servizio. Fonte Wikipedia

Pensierino del Giorno.

"é il Signore che vi manda da noi!!!".
"no, passavamo di qua per caso!"

Tratto da "Lo chiamavano Trinità".

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