22 novembre 2006

Accetta il tuo destino(continua)


Mi alzo lentamente e prima di girarmi faccio un profondo respiro, non è la prima volta che si diverte a stuzzicarmi e questa sera sento che non avrà vità facile. Mi giro con in mano ancora un pezzo di legno tagliato dai suoi servitori e con quello stesso pezzo di legno lo indico; mentre sto facendo questo le miei narici iniziano ad aprirsi e chiudersi come se dovessi avere degli spasmi imminenti, le mie pupille si rimpiccioliscono a tal punto da scomparire dalla mia iride dando l'impressione ad un osservatore sconosciuto di non trovarsi davanti ad un umano bensì a qualcosa di diverso. E' la prima volta che mi trovo in questo stato di rabbia e non so neanche io quello che potrei fare in questo momento; di sicuro non sono un pericolo per il mio padrone... se ne sta li senza battere ciglio ed anzi se mi concentro meglio riesco a percepire un certo piacere da parte sua nel vedermi in questo stato.
"Tu mi dici di accettare!!! e io ti domando cosa??? questo DONO... avevo una vita prima che tu mettessi i tuoi occhi stanchi ed annoiati sopra di me!!! e adesso che cosa è rimasto?? dimmi...". Più lo guardo e più mi incazzo, più mi incazzo e più il suo sorriso si allarga, devo calmarmi assolutamente in questo stato non sono altro che un bambino che fa i capricci. Chiudo gli occhi per rilassarmi, dopo una manciata di secondi vengo riportato alla realta dal rumore della sedia del mio nuovo padre che si sposta; si è alzato e con molta calma si avvicina a me prende il pezzo di legno dalla mia mano che in tutto quel tempo è rimasto ad indicarlo e lo getta nel camino con fare divertito.
Fatto questo si gira verso di me si beve l'ultima stilla di vino rimasta nel bicchiere, appoggia il calice sopra al camino ed inizia a parlare "Posso capire la tua rabbia, o quantomeno giustificarla...,però non riesco a decifrare questo rancore che nutri nei miei confronti; se ancora non te ne sei reso conto ho tolto la variabile tempo dai tuoi pensieri..., nella scala evolutiva sei uno scalino sopra all' uomo del quale adesso tu ti nutri". Detto ciò fa una pausa per fare mente locale e soprattutto per accettare la mia ottusita davanti a quello che per lui è una liberazione, un dono che dovrebbe farmi saltare di gioia; ed invece personalmente tutte queste nuove notizie non hanno fatto altro che farmi dubitare della mia salute mentale. Colto da un flash mentale mi rimetto seduto davanti alla scacchiera a faccio la mia mossa, fatto questo lo guardo respiro e per l'ennesima volta cerco di fargli capire in minima parte la mia rabbia "Per quanto la mia vita precedente possa essere deprecabile ai tuoi occhi per me aveva un senso... quella che tu chiami variabile temporale è la componete fondamentale che dava un senso a quello che facevo, attraverso il ciclo vitale mi rapportavo vivevo gioivo e soprattutto sogniavo...; adesso che cosa mi è rimasto??? ci sei tu' c'è una comunità di FRATELLI che come me cerca di dare un senso alla loro eternità...". Mentre parlo guardo la scacchiera e se devo dirla dutta la situazione non è cosi drammatica come pensavo cinque minuti fa, anzi penso che con un paio di attacchi al Re potrei anche vincere.
Il mio carceriere nel frattempo si è messo nella sua solita posizione e contempla la scacchiera mentre io parlo senza interrompere le mie riflessioni.
"Cosa pensi Raphael che io quando sono stato colpito da quella che tu consideri essere una maledizione non mi sia posto le stesse domande che ti stai facendo tu. Molti anni orsono anche io avevo una famiglia degli amici una vità da vivere; con il passare del tempo e soprattutto iniziando a rapportami con gli umani in maniera diversa mi sono reso conto di quanto essi siano stolti e noiosi." Finito di parlare e con fare sicuro prende la sua torre e dice "SCACCO MATTO". Si mette le mani sullo stomaco ed inizia una risata che dopo un p'ò contagia anche me. Finito di ridere mi guarda e dice "Molte notti devono ancora passare prima che tu possa minimamente impensierirmi Raphael, adesso preparati che questa sera ti faccio conoscere colui che mi ha concesso di donarti quella che noi chiamiamo vitae... vedi di non farmi fare figuracce, ci siamo capiti???". Il tono della discussione è passato dal dialogo alla predica... non mi resta che annuire e fare il bravo il figliolo. E' la prima volta che mi chiede di prepararmi per uscire e se ci penso da quando lui mi ha abbracciato io non sono mai uscito. Questo suo ordine mi mette addosso una certa eccitazione e la rabbia mi scompare di colpo; ho notato che quando ha parlato di questo fratello che deve farmi conoscere il suo tono si è fatto più basso e ponderato, come se avesse paura di esso. Ma... andiamo a prepararci la notte è ancora giovane.

Ogni riferimento a fatti, cose e persone è puramente casuale...un semplice parto di questo pensatore che deve relegare i suoi flussi di pensieri su "carta".

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Pillole di Disinformazione.

DoS, scritto con la maiuscola al primo e terzo posto, è la sigla di denial of service, letteralmente negazione del servizio. In questo tipo di attacco si cerca di portare il funzionamento di un sistema informatico che fornisce un servizio, ad esempio un sito web, al limite delle prestazioni, lavorando su uno dei parametri d'ingresso, fino a renderlo non più in grado di erogare il servizio. Fonte Wikipedia

Pensierino del Giorno.

"é il Signore che vi manda da noi!!!".
"no, passavamo di qua per caso!"

Tratto da "Lo chiamavano Trinità".

Premi.

Gentilmente omaggiato da Kat.

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