20 novembre 2006

Accetta il tuo destino

Ecco lo sapevo come al solito... mi fisso sul dettaglio e non vedo il quadro intero della scacchiera.
Fortunatamente questa volta non sono finito nel baratro della sconfitta, ma ci sono talmente vicino da poter udire i frammenti di roccia staccarsi dal burrone.
Appoggio entrambi i gomiti sul tavolo ed inizio a grattarmi la testa con le mani; nel frattempo il mio avversario siede tranquillamente sulla poltrona perfettamente conscio della sua superiorità, ed aspetta con pazienza ancestrale una mia mossa. Colto da un profondo senso di sconforto alzo la testa per vedere colui che da molte notti è il mio avversario, padre e carceriere; lo trovo come immaginavo con l'aria annoiata con un gomito appoggiato sul bracciolo che regge un'infinità di pensieri.
Il crepitio del fuoco ci avverte della sua presenza e per far riposare i miei pensieri mi alzo e vado a dar da mangiare ad esso; nel frattempo il mio padrone si è svegliato dallo stato di catalessi nel quale era entrato e prende con la mano libera un bicchiere contenente un vino pregiato. Inizia a far girare il calice e in quello stesso momento sento nei miei pensieri un ronzio che oramai ho imparato a riconoscere...mi sta guardando dentro.
"Figliolo perchè continui ad assillare la tua mente con il pensiero di una vita che non ti appartiene più?... come ben sai il processo che ti ha fatto diventare ciò che sei è irreversibile, quindi accetta il dono che ti è stato fatto e concentrati sulla partita"; nel sentire le sue parole rallento i miei movimenti per non perdermi nemmeno una parola della sua affermazione. Come spesso accade da quando sono suo "ospite" vuole mettermi sotto pressione, il problema è che lui ci riesce benissimo e soprattutto... non posso nascondermi dal suo sguardo.

Continua...

1 commenti:

Leya Morg'Aine ha detto...

Siamo tutti delle piante. nasciamo come semi che vagano nel vento fino a che non cadono a terra per posarvisi. in genere si sbatte in modo violento, ci sembra di finire tutto quello che avevamo che eravamo che vivevamo nell'istante del duro impatto coi granelli di terriccio. E poi arriva il buio della terra ad inghiotterti nella sua vorace fame di vita. eppure...quando arriva il momento in cui cessi di essere un seme, ti accorgi di come si indispensabile il buio della terra ad accudirti per poter morire seme e nascere germoglio che può crescere verso l'alto...non solo più volteggiarvici...

un bacio

Leya

Pillole di Disinformazione.

DoS, scritto con la maiuscola al primo e terzo posto, è la sigla di denial of service, letteralmente negazione del servizio. In questo tipo di attacco si cerca di portare il funzionamento di un sistema informatico che fornisce un servizio, ad esempio un sito web, al limite delle prestazioni, lavorando su uno dei parametri d'ingresso, fino a renderlo non più in grado di erogare il servizio. Fonte Wikipedia

Pensierino del Giorno.

"é il Signore che vi manda da noi!!!".
"no, passavamo di qua per caso!"

Tratto da "Lo chiamavano Trinità".

Premi.

Gentilmente omaggiato da Kat.

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