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2 febbraio 2009

Excuse me, Mr president.

DRI DRI DRI DRI!!!
"Dimmi Monica cosa c'è ???"

"Signor presidente c'è un certo John Smith sulla linea nera che vorrebbe parlare con lei, che cosa faccio?? Le ricordo che il ministro della difesa è in attesa sulla linea 3 da dieci minuti...".

"Mi sembrava di essere stato chiaro al riguardo Monica... quando una persona chiama utilizzando la linea nera, egli ha priorità assoluta. Quindi fai quello per cui sei pagata, spara una stronzata volante al ministro e fallo restare in attesa oppure digli che quando ho tempo chiamo io".

"Mi perdoni signor presidente non si ripeterà più, le passo subito il signor Smith".

"Buonasera Bishop è da un paio di giorni che aspetto un suo resoconto sulla missione 'Caos and Judgement' dimmi come siamo messi??".

"Buonasera Signor presidente, direi che non stiamo messi male. Come può notare anche lei i media si stanno interessando sempre di più alla questione degli stupri e dell'immigrazione... se tutto va per il verso giusto sto preparando un paio di rapine in rapida successione ai danni dei tabaccai chiaramente utilizzando extra comunitari sconosciuti alle autorità preposte al controllo del flusso. Se a questo aggiungiamo il fatto che ho parlato con un paio di capi che gestiscono la tratta degli schiavi la settimana prossima ci sarà da divertirsi!!!".

"Questo non è un gioco Bishop, sai perché ho chiamato questa missione 'Caos and Judgement'... semplice, tu crei dei problemi ed io nel risolverli porto ORDINE in questa nazione. Non me ne frega un cazzo con chi parlerai ne con chi farai affari; io entro un paio di giorni voglio aprire il giornale e leggere che la nazione sta bruciando!! Tu hai mezzi e disponibilità che la gente si sogna ma hai anche un piccolo problema... tu non esisti, quindi se dovresti fallire le conseguenze sarebbero semplici da prevedere; nessuno viene a cercare qualcuno che non esiste!!! Ci siamo capiti signor Bishop???".

"Si signore, vedrò di accelerare il tutto e di preparare altra legna da buttare sul fuoco. Vedrà che non la deluderò più signor presidente".

Ogni riferimento a fatti, cose e persone è puramente casuale...un semplice parto di questo pensatore che deve relegare i suoi flussi di pensieri su "carta".

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23 gennaio 2009

Memoirs.

Caro figliolo ho fallito. Volevo lasciarti un mondo migliore di come l'avevo trovato io, invece sto costatando il fatto che le uniche cose che cambiano sono le date sul calendario.

Adesso sei piccino e come giusto che sia non ti poni domande, vivi la tua bella infanzia giocando e scoprendo sempre cose nuove; ma un giorno ti chiederai il perché la cosiddetta società moderna sia riuscita ad infinocchiarsi con le proprie mani.

La risposta è molto semplice figliolo... ci hanno dato da mangiare le brioches e noi da bravi consumatori, non abbiamo fatto altro che mangiare.

In bocca al lupo figliolo... sappi che faccio il tifo per te e per la tua generazione.

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14 gennaio 2009

Little Gift.

Foto di Guga85 On DeviantArt

Ciao come stai??? Se i miei calcoli non sono errati, adesso ti dovresti trovare nel reparto del Day hospital, dai su che il peggio è passato. Perdonami sono la solita, ho sempre il brutto vizio di attaccare bottone senza presentarmi prima. Il mio nome è Angela e quella che ti sta parlando attraverso una lettera, tecnicamente era la proprietaria del cuore che adesso sta battendo sul tuo petto. Esatto caro il mio sconosciuto, quella cicatrice che ti fa sembrare un pollo ripieno è la dimostrazione che fortunatamente per te non sei morto, non ancora sia chiaro.

Prima che la tua testa inizi a fantasticare sul perché di questa lettera, ti racconto in che situazione mi trovo io in questo momento. Sto per cominciare l'ennesimo ciclo di chemio e con questo arriviamo a quattro... Se alzo gli occhi di un paio di gradi posso tranquillamente vedere il piccolo contenitore di plastica con all'interno tutte quelle pilloline, che tecnicamente dovrebbero farmi bene.

Sai se penso al primo ciclo mi vengono ancora i brividi. Non ero pronta per affrontare quello che mi stava per accadere e il peggio è che neanche i miei genitori erano pronti. Mia madre mi aveva consigliato di tagliarmi i capelli ma io come una ingenua avevo risposto "Dai ma... che vuoi che sia un ciclo di chemio". In quella settimana provai tutto quel dolore fisico e mentale che in 23 anni di vita non avevo ami provato. Immagina di comprimere tutto il dolore che puoi provare tu in una vita intera, ebbene non ti avvicinerai minimamente a quello che provai io. In quel periodo ho battuto continuamente i denti dal freddo, con vomito e diarrea che non mi hanno lasciato scampo neanche per dormire le classiche otto ore di sonno, nel frattempo mia madre che mi ripeteva va tutto bene figliola non ti preoccupare.

Alla fine ne sono uscita con 10 chili in meno ed una bella zucca pelata, che pensi che sarei stata li a vedere i miei capelli cadere a ciocche cazzarola. Appena hanno iniziato a scioperare ho chiamato la mia parrucchiera di fiducia e via ZAC ZAC; dovevi vederle quelle matte delle mie amiche. Io che non mi reggevo in piedi, in tre a tenermi ed una con il tosa pecore ad eliminare quel poco che era rimasto, in meno di cinque minuti sono riuscite a spettegolare su tutti gli infermieri e dottori che avevano notato, mi hanno talmente fatto ridere che a momenti non vomito sopra Monica. Da quel momento in poi quando viene a trovarmi si porta l'impermeabile con ombrellino a seguito anche d'estate, una pazza scatenata l'ho sempre detto.

Ops il tempo è oramai giunto al termine caro, il dottore è entrato nello stanzino e si sta cambiando, appena entra mi spara una bella ramanzina e poi via che si diano inizio alle danze.

Prima di salutarti ti voglio dare due piccoli consigli, sai ho avuto parecchio tempo per pensare qui dentro. Il primo è quello di non sforzarti di capire la vita... per il semplice fatto che la VITA E' e basta. Tutto quello che ci metterai tu sotto forma di colori, aggettivi, successi e insuccessi saranno il Copyright che tu imprimerai sulla tua esistenza.
Chi ti dice questo è una persona che nel pieno delle forze ha cannibalizzato la vita facendo una miriade di cose e allo stesso tempo laureandosi con il massimo dei voti alla prima sessione di laurea disponibile.

La seconda cosa che ti voglio ricordare (lo scopo principale per il quale ti ho scritto) è una cosa semplice e diretta. Tu hai avuto quella che IO non avrò mai una seconda chance, vedi di non buttarla nel cesso...

Addio caro il mio fortunello.

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5 gennaio 2009

Chiacchierando

Che mal di testa... ma dove mi trovo???

CLOC CLOC CLOC CLOC.

La terra scorre davanti a me come un film, sento rumori di zoccoli di equino, se non vado erro dovrei essere appeso come un salame sopra un cavallo. Provo a spostare la testa ma niente... non riesco a muovermi cazzo. Chissà da quanto tempo sono in questo stato??? Ricordo è che era giorno e faceva un caldo bestiale.Mi trovavo davanti ad una fila di sbirri in tuta antisommossa. Attraverso manganellate, fumogeni e spruzzi d'acqua stavano cercando di farci retrocedere; ma questa volta le cose stavano andando in maniera diversa.

CLOC CLOC CLOC CLOC.

Le coscienze delle persone che si trovavano in strada si stavano fondendo in un unico grido " VOGLIAMO INDIETRO I NOSTRI SOGNI LE NOSTRE SPERANZE!!!". Questa volta davanti a quel grido anche i "sordi" si sarebbero destati da quel torpore atarassico che li avviluppa in un caldo abbraccio, trasformandoli di conseguenza in fottuti codici a barre.

CLOC CLOC CLOC CLOC.

L'ultimo ricordo che ho sono grida, spinte e qualche manganellata ricevuta. E poi... il BUIO, le urla delle persone che si sono levate al cielo con fare apocalittico e io che accasciato a terra piano piano mi andavo spegnendo.

CLOC CLOC CLOC CLOC.

Adesso è notte mi trovo sopra un cavallo e l'unica cosa che riesco a muovere sono gli occhi. Sento vicino a me colui che in questo momento sta portando il cavallo in una destinazione a me ignota. Vediamo se riesco a parlare, ho la gola talmente secca che la valle della morte mi fa un baffo...

CLOC CLOC CLOC CLOC.

"Hei tu... mi senti???". Nessuna risposta solo rumore di zoccoli e stridio del vento. Be in compenso se il mio compagno di viaggio non vuole fare due chiacchiere, vorrà dire che parlerò da solo. "Hei campione se ancora non l'hai capito sto parlando con te!!!". "Non sono ancora del tutto sordo Federico, puoi tranquillamente abbassare il tono della tua voce". "Ops sorry... sai hai una voce talmente profonda che sembri il lupo cattivo" "He hE He devo aggiungere alla lista dei nomignoli che mi sono stati affibbiati anche questo".

CLOC CLOC CLOC CLOC.

"Bene adesso che tra noi si è instaurato un minimo di rapporto voglio farti una semplice domanda...Dove cazzo stiamo andando???" "Non ti preoccupare tra poco avrai tutte le risposte che cerchi!!!". "Ma dimmi una cosa Federico per quale motivo ti sei fatto portatore di questo atto di protesta!!!". "Semplice campione...Io come molti altri, sono stufo di vedere il mio popolo subire passivamente tutti gli sghiribizzi di politici che... se ne sbattono allegramente di coloro che li hanno mandati al potere; ed anzi usano i loro privilegi per i loro miseri interessi." "Che bello abbiamo un rivoluzionario con i contro fiocchi!!! e dimmi, pensi che la tua 'rivolta' abbia in qualche modo attirato la giusta attenzione??? che da questo seme annaffiato con il sangue di persone che oramai non ha nulla da perdere, possa germogliare qualcosa che valga la pena di essere vissuto???". "Non lo so campione....".

CLOC CLOC CLOC CLOC.

"Non so se la cosa sarà migliore o peggiore di prima, so solo che deve cambiare!!!". "Bella frase... sembra presa da un libro di aforismi ma rende molto bene l'idea; io ti dico la mia Federico". "Finché saranno solamente coloro che subiscono dei torti a protestare le cose non cambieranno MAI; Potete essere 100mila, 200mila un milione le cose non cambieranno". "Quello che mi fa incazzare è che tu queste cose le sai, eppure hai commesso lo stesso errore che tanto ti fa infuriare". "Adesso il governo, che tanto ami, trasformerà la tua protesta in uno scontro con l'opposizione; facendo questo, come per magia, tutte quelle persone che stavano li a protestare scompariranno nell'oblio; come sta accadendo da molti ma molti anni". "Tu questo lo sapevi!!! eppure...".

CLOC CLOC CLOC CLOC.

"Ma non ti preoccupare caro il mio rivoluzionario, nel luogo dove stiamo andando, conoscerai tante persone che con una retorica nettamente migliore della mia, ti sveleranno l'arcano fino a farti vedere la luce!!!".

ITALIA Giugno 2009.

In Italia ci sono 800mila anime che vagano alla ricerca di un lavoro. All'ennesimo suicidio causato dalla mancanza di lavoro Federico F. decide di salire in cattedra usando i mezzi che gli sono più congeniali. Attraverso uno spamming furente usando blog e facebook inizia a diffondere la sua frustrazione come se fosse un virus, riuscendo nel suo intento.
Nel Luglio dello stesso anno, mezzo milione di persone si riversano davanti al Colosseo per protestare. Ma non tutti la pensano come lui; qualcuno ha deciso di farne un martire. Alle 11.47, all'apice della protesta, mentre lui si sta battendo come un leone contro 'le forze del male' da dietro le quinte un oggetto contundente pone fine alla sua vita. Quello che successe dopo... è un'altra storia.

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22 dicembre 2008

Basta un poco di zucchero.

Illustrazione By *Ironshod on deviantART

Se becco mio fratello quant'è vero Iddio gli stacco la testa a morsi. Per colpa sua, sono stato cacciato durante l'esame e molto probabilmente rischio l'espulsione perenne da qualsiasi università del mondo. Ma andiamo con ordine e spieghiamo bene come sono andate le cose.

Come voi ben sapete un ricercatore svedese è riuscito a sintetizzare una sostanza capace di alterare il DNA umano per un breve periodo di tempo. Deriso ed allontanato dalla comunità scientifica, il nostro scienziato pazzo ha iniziato a creare quelle che comunemente vengono chiamate SuPer HeRo.

Non è stato difficile per le autorità mondiali arrivare a scoprire colui che ha inventato quelle che, ad oggi vengono considerate delle vere e proprie "Armi" a tutti gli effetti.

Esatto ragazzi esatto... io sono riuscito attraverso mio fratello ad ottenere una di queste meravigliose pillole. Dopo quattro volte che tenti di dare l'esame sulle nanotecnologie e vieni rispedito al mittente, la voglia di ricevere un piccolo aiutino è troppo forte. Quindi via, parla con il fratellino, esponi gli il problema e dato che lui ha conoscenti che bazzicano Satana in persona, vedi di rimediare un piccolo incentivo, che alla modica cifra di 500 euro possa risolverti il problema una volta per tutte.

Nonostante con F. non sia mai scorso buon sangue, dopo una quindicina di giorni mi ritrovo sul comodino una pillola rossa e gialla con un bigliettino sul qual'è trovo scritto il "pensierino" del fratellino
"Alla fine caro il mio "Tesla", sei un testa cazzo come tutti!!!!"
Incazzato per essere stato scoperto da colui che odio in maniera viscerale, mi ritrovo ad osservare questa pillola come se stessi vedendo il santo Graal, immaginandomi già la scena di quando la penna scivolerà leggiadra sul foglio protocollo, consegnando al prof un compito praticamente perfetto.

Arriva il giorno dell'esame, come da copione mi sparo la pillola con bel bicchierone di acqua una ventina di minuti comodi prima che inizi la prova. Appena mi arriva il compito come un plotter inizio a risolvere le domande e gli esercizi che mi si parano davanti. Non so per quale motivo davanti all'ultimo esercizio mi blocco; NON RIESCO A CAPIRE COME C**O SI RISOLVE. Nel momento stesso in cui questa consapevolezza si è materializzata in me... Il mio cervello ha fatto 'CLICK'. So solo che quando ho ripreso il controllo sul mio corpo stavo saltellando da un tetto all'altro e mi trovavo praticamente ad una decina di chilometri dall'università.

Successivamente sono venuto a sapere dai miei amici che tutto ad un tratto con un pugno ho spaccato il tavolino, i miei occhi erano diventati verdi e dalla mia bocca usciva bava e grugniti. Come un appestato sono stato cacciato dal prof ed io di rimando con un balzo ho spaccato una vetrata e mi sono disperso tra i tetti.

Morale della favola quel pezzo di merda di F aveva sostituito il contenuto della pillola. Invece di trovarmi con le capacità di "Tony" Stark (Iron Man)mi son ritrovato con le capacità di Bruce Banner (Hulk). Come ben sapete Hulk ha un piccolo problema... SI IRRITA FACILMENTE.

A ma se lo prendo... questa volta è la volta buona che lo disintegro di schiaffi.

Per fare questo nel migliore dei modi avrei proprio bisogno di una bella pillolina VERDE...

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2 dicembre 2008

My mother scream.

Gaia sta piangendo. Quelli più anziani di me narrano che la nostra genitrice è da 50 anni che piange quasi ininterrottamente. Tante notte la sento singhiozzare in maniera lenta e aritmica come se si volesse giustificare per tutto il male che sta subendo; raramente la sento tranquilla e soprattutto felice dei suoi figli.

Nonostante abbia lavorato in segheria per 12 ore, con le ossa tutte indolenzite non riesco a prendere sonno; dall'altra parte del letto invece le coperte vanno su e giù ad un ritmo maledettamente lento facendomi incazzare ancora di più.

Poi ad un tratto la percepisco, una immagine indistinta si forma nella mia testa, un sorriso bello e ampio avvolge i miei pensieri, mettendomi subito di buon umore. Nostra madre è felice e questa sera ha bisogno dei miei servigi.

Rinnovato nello spirito e nel fisico mi alzo prendo quei quattro cenci che mi sono tolto neanche due ore fa e vado in bagno a vestirmi, prima di tutto questo afferro il telefono sopra il comodino e lo accendo; non so per quale motivo ma sento che mi sta per arrivare un messaggio.

Vado per mettermi il giubetto quando una voce biascicante proveniente dal lato più recondito della stanza mi ricorda che in casa non sono solo "Dove stai andando??"-"Vado a recuperare Jack, mi ha chiamato Terence dal pub e mi ha detto che jack è ubriaco fradicio e non riesce neanche a tenersi in piedi". Ci sono voluti tre sbuffi prima di sentire la risposta "Complimenti belli amici ti sei fatto... L' ultima volta che hai fatto il cane da riporto sei ritornato a casa più ubriaco degli altri... non dico altro!!" . Prima di uscire vado dalla mia donna e con un bacio in fronte cerco di rassicurarla; questa sera niente sbronze amore, questa notte devo festeggiare la venuta di un nuovo fratello. Non faccio a tempo a fare un decina di passi fuori casa che il telefono nel mio giubetto vibra come se fosse stato colpito da un attacco epilettico; mi metto nel pick-up accendo e durante il riscaldamento di questo dinosauro che da dieci anni mi scarrozza in lungo e in largo, prendo il cellulare e lascio che la luce del display illumini il mio volto settato in questo momento sul felice come un bambino che ha preso il giocattolo nuovo.

Il messaggio mi informa di qualcosa che già so - E' giunto il momento di festeggiare, un nuovo fratello si è unito a noi, il primo che arriva lo raccatta al volo il secondo pulisce. Il suo odore mi sta inebriando, Rabbia e Paura... mi ricordano la gioventù. PS=Molto probabilmente adesso si trova in periferia -. Lo so io dove si trova adesso Jhonny, quando mi fai questi appuntini mi fai sempre ridere, ti vorrei ricordare caro che il cacciatore nel nostro branco sono io. Infatti nonostante il carburatore del mio pick-up stia andando in decomposizione emettendo nuvole impregnate di ossido di azoto (NO) e monossido di carbonio (CO) riesco a distinguere la miscela a base di sorpresa e smarrimento che il nuovo venuto sta espellendo in gran quantità dal suo essere. Calmati cucciolone tra meno di dieci minuti sono li, fai dei grandi respiri di tranquillità non vorrai mica svegliare tutto il vicinato.

C'è un piccolo problema che magicamente ad ogni metro che percorro con il mio pick-up aumenta sempre di più, come una maledetta ombra durante il tramonto. Sento un nuovo odore mischiarsi con quello del cucciolone; odore di morte, odore di un succhia sangue. La cosa inizia a preoccuparmi, trovo una piazzola e parcheggio il mio dinosauro cercando di tenerlo il più lontano dalla strada. Mando un messaggio a Jhonny informandolo che rischiamo di non esseri i soli a voler fare la festa al nuovo arrivato, tra me e il cucciolone si frappone la foresta degli amanti e una decina di chilometri. E' tempo di fare una bella corsa, ma prima di usare i poteri che mia madre mi ha donato, prendo la collana regalatami dal grande Gufo parlante e chiedo aiuto alla nebbia affinché esso nasconda la mia figura e il mio odore. Appena incomincia ad avvolgermi come un manto bianco inizio a correre, in meno di cento metri il miracolo si compie; guardami madre sono tornato alla mia vera natura, guardami mentre come un fuoco fatuo passo attraverso nuvole cariche di ormoni. Ormoni di umani che stanno copulando incuranti del fatto che il wyrm nel frattempo ti sta uccidendo.

In meno di cinque minuti mi trovo al limitare della foresta, nel frattempo sono ritornato alla sembianza più consona per gestire questa situazione quella umana. In questi casi il feticcio che mi ha regalato Lupo solitario si dimostra in tutta la sua importanza permettendomi di non rimanere nudo ogni volta che mi ritrasformo. L'odore di Jhonny è ancora debole, come al solito devo fare tutto io.

Davanti a me si estende un complesso di edifici industriali; alzo la testa al cielo permettendo alle mie narici di perlustrare la zona come un radar. Nel fare questo costato con piacere che Jhonny ha deciso di mettere il turbo e di unirsi alla festa, nel frattempo ho trovato il luogo preciso dove il nuovo arrivato si è andato a nascondere. "Fratello vedo che come al solito arriviamo dopo amen..."-"Ti faccio notare campione che io abito a trecento chilometri da qui e soprattutto ho una donna che ogni volta che esco a queste ore si lamenta sempre"-"La solita scusa Bro, una donna che si lamenta ce l'abbiamo tutti... a parte queste stronzate hai annusato quello che ho annusato io". "Non ti preoccupare ho già visto tutto attraverso l'umbra e ti devo dire che se queste sono le premesse... il nuovo arrivato rischia di diventare la punta di diamante del nostro branco". E' bravo il nostro Corvo cieco, con un sorriso mi ricordo che ogni membro della nostra famiglie ha le proprie peculiarità.

Con un gesto delle mani mi invita ad incamminarmi verso un'insenatura che squarcia il complesso di edifici. Appena giro l'angolo la prima cosa che mi colpisce in pieno come un pugno invisibile è quell'odore di morte che avvolge questo vicolo come una nube mortale, con un gesto della mano disegno nell'aria un paio di rune come lo spirito mi ha insegnato tempo or sono ed in men che non si dica un piccolo vortice si forma davanti a me risucchiando quel tanfo che sta annichilendo le mie narici. Dopo un paio di boccate di aria, sgombra da quel puzzo micidiale, mi concentro su quella che sembra essere la scena di un delitto uscita da un film splatter.

Mi trovo davanti a quello che in passato doveva essere il corpo di una ragazza, con l'unica differenza che adesso bisogna numerarla per comporla. Mi metto a ridere pensando alle strisce che vengono fatte sui corpi morti per segnare la scena del delitto solo che in questo caso mancano le breccia e soprattutto la testa, sostituita da una macchia di sangue che sembra uscita da uno di quei testi che gli psicologi fanno al grido di "Che cosa vede in questo disegno". Seguo la striscia di sangue che parte dal collo fino ad arrivare all'angolo più scuro e remoto del vicolo ad una ventina di metri dal corpo della succhia sangue.

Ed eccolo li nudo come un verme tremante come naufrago, appena mi guarda la prima cosa che fa è stringere al petto la testa della poverina oramai ridotta ad una accozzaglia di ossa frantumate con le cervella che fuoriescono dalle orbite e con i bulbi oculari che ballonzolano a destra e a sinistra come i bracci di un burattino. Sto per rassicurarlo quando si mette ad urlare come una femminuccia, mi avvicino a lui, e tocco la sua fronte con il palmo della mia mano. "Non è nulla, Fratello". Gli sussurro mentre la mia mano descrive le tre rune della quiescenza sulla sua fronte sudata e fredda "Ora è tempo di dormire, poi sarà tempo di spiegazioni e infine sarà tempo di festa, perché un fratello è tornato a ballare con noi".

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23 ottobre 2008

In principio 1.0

Il mio nome è Raphael Rivera, non so chi tu sia, ignoro il colore della tua pelle del tuo credo e del tuo sesso e ben che meno sono a conoscenza di come tu sia riuscito/a a trovare questo blocchetto di memorie.

Se credi che il mondo che ti circondi sia costituito solamente da ciò che vedi e comprendi, posso garantirti che sei lontano anni luce dalla verità. Non ti preoccupare, la tua vita non verrà stravolta da quello che ti sto per narrare. Per metterti a tuo agio ti dico solamente che le forze che ho incontrato nel mio lungo viaggio, non ancora finito, bazzicano questo Piano astrale da molto tempo. Quindi niente fine del mondo o catastrofi imminenti, solo una serie di eventi che mi hanno visto protagonista.

Ma andiamo con ordine, prima di iniziare devo darti un quadro completo di chi sono e soprattutto narrarti qual'è stata la particella di Dio che ha scatenato il tutto. Ti ho detto chi sono e fin qui ci siamo, adesso vediamo di darti qualche informazione più dettagliata. Nel 1979 in una serata autunnale emisi il mio prima vagito all'ospedale di Boston. Non so che cosa mangiarono i miei genitori la notte che i loro corpi si unirono fatto sta che all'età di 2 anni ho iniziato a manifestare delle capacità dialettiche e di risposta agli stimoli nettamente superiori alla norma. Dopo questa piccola premessa prendi una famiglia ricca, con dei genitori quarantenni che stanno cavalcando il serpente, mettigli tra le mani un bambino che sembra uscito da un esperimento di Ai confini della realtà, scechera il tutto e indovina che cosa succede??? Esatto, fino all'età di 13 anni sono stato trattato come un animale da baraccone, quanto li ho odiati in quegli anni... Fatto sta che all'età di 19 anni sono entrato al MIT, portandomi come bagaglio una laurea in ingegneria genetica, 5 lingue parlate perfettamente, una di questa è il Latino, una chitarra che mi aiuta a riflettere e tre tatuaggi. Stai storcendo il naso vero... certo che lo stavi storcendo!!! tu come ogni essere sulla faccia della terra mi avevi già etichettato come un Nerd.E invece ti devo contraddire caro/a... con un padre ex quarterback ed una madre capo delle cheerleader il mio corredo genetico e ben assortito, quindi se vuoi unirti alla lunga schiera di persone che mi hanno coccolato invidiato e sfruttato mentre io mi mummificavo sui libri fai pure, non ti biasimo per questo.

Adesso hai un piccolo quadro di chi sono, ti manca sapere dove sono e qui iniziano i problemi. Me ne stavo ritornando a casa quando ad un tratto da una delle siepi che costeggiano il vialetto è uscito un uomo, che con fare maledettamente rapido mi ha bloccato, per giunta mentre stavo prendendo le chiavi di casa, e con fare leggiadro mi ha narcotizzato; come se per lui fosse all'ordine del giorno fare la posta alle persone e stenderle cosi tanto per.... Al risveglio mi sono trovato in una stanza totalmente bianca di cinque metri per cinque alta massimo tre; unici elementi di mobilio sono dei faretti lucidissimi appoggiati ad una struttura metallica situata nel soffitto, segno che questa stanza è stata preparata di recente, la sedia dove ora mi trovo e un tavolino nel quale ho sbavato sopra per non so quanto tempo. La cosa che mi ha lasciato perplesso comunque è la porta e sai perché?? Ci sono quattro porte una per lato e ogni una di essa non ha cerniere ne pomello ne patta nulla, sembrano uscite da un film di David Lynch. Ignoro del tutto il mezzo che hanno usato per portarmi qui e soprattutto non riesco a rendermi conto del tempo che ho trascorso in stato larvale. La possibilità di una ipotetica mappa spazio-tempo per rendermi conto di dove sono è totalmente da scartare; potrei essere in qualsiasi parte dell'America del Nord o ancora peggio in un' altro continente. Di una cosa sono sicuro, da come brontola il mio stomaco sono passate almeno sei ore.

CONTINUA...


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7 ottobre 2008

Life X.


Giorno fortunato per Jack oggi, si si. Solitamente con il tipo di lavoro e con lo stress che ne consegue il tempo da dedicargli è sempre ridotto al lumicino. Jack è il mio bel cagnolone, un pastore tedesco che da quando vivo da solo (sei anni tra 2 settimane) vive tutte le mie vicissitudini nel bene e nel male. In Questo periodo di convivenza con Jack ho instaurato un rapporto simbiotico, non so forse è dovuto dal fatto che da lui non ho pretese ma lui a volte sembra leggermi dentro come un cazzo di libro aperto; Mi fa le coccole quando sono felice e invece mi sprona con il suo abbaiare sommesso e insistente quando mi sento giù, mi sprona come per dire "Ehi bello ancora qui a piangerti addosso, la vita è questo se non l'hai capito". E quindi dato che oggi lo voglio ringraziare per tutto il supporto morale che mi da gli aspetta una bella passeggiata nel parco della città e se tutto va nel verso giusto ci scappata anche una bella chiacchierata con qualche monella. Chissà perché ha percepito subito che c' era baruffa nell'aria infatti si è fiondato da me con fare lemme lemme in stile Jay-Z... non c'è niente da fare il mio cane sta avanti. Mi metto la mia giacchetta da cuccatore prendo lo zaino con i giochini e via si parte per questa passeggiata strameritata da parte di jack e rigenerane per me, ho troppo bisogno di staccare. Infatti appena attraversiamo la strada ed imbrocchiamo il vialone per andare al parco la mia mente si stacca da me e parte per farsi una bella ripassatina di tutto gli eventi che mi sono capitati in questi ultimi mesi.

Ma dato che lassù qualcuno mi ama, appena la mia mente va all'ultimo orgasmo che ricorda con conseguente rilascio di endorfine il telefono inizia a trillare, il primo che si lamenta è proprio jack che con un sibilo anticipa il mio pensiero e cioè "chi cazzo è XD". Con fare lento prendo il telefono, non prima di aver ticcato il culo di una quindicenne per almeno 10 secondi comodi (azz qui stiamo messi male cazzarola). Appena leggo il numero (e siamo al quinto squillo) dico a jack "ehi bello lo sai che per avere questo rotture di coglioni devo proprio aver distorto il flusso spaziotempo di qualche divinità dormiente nell'universo e sai perché??", mi risponde di rimando con uno scodinzolio allegro ed un bel bao bao pieno e vigoroso, quello per intenderci che sta a significare "Dai famme ride chi è"? "Ebbene (e siamo all'ottavo squillo) è il mio capo ufficio"; il mio socio risponde con una mini ringhiata e io giustamente per non disattendere le sue aspettative prendo e appena la chiama termina con fare leggiadro e occhio beffardo spengo il cellulare. Che culo ho appena visto una cagnetta prima di jack faccio appena a tempo a preparami per lo stappo che jack mi propina ogni volta che sente l'odore di un suo simile, l'ultima volta il signorino con i suoi 30 Kg di bontà stava per staccarmi un braccio. Appena jack si tranquillizza ripartiamo con destinazione parco per la gioia di entrambi. La passeggiata scorre tranquilla troppo tranquilla cazzo, io pensavo di trovare un minimo di movimento ed invece alle quattro del pomeriggio le uniche persone che vedo circolare sono i soliti vecchietti che si mantengono in forma e ammazzano la routine con una bella passeggiata; qualcosa vedo ma nulla che attiri la mia attenzione, o quantomeno un qualcosa che attivi il mio testosterone. Fortunatamente appena giro l'angolo mi trovo davanti l'entrata del parco e li devo ammettere che le cose hanno incominciato a girare in maniera più consona alle mie aspettative. Il parco è pieno di vita tra ragazze che giocano a pallavolo, mamme con le loro carrozzine e "fratelli" di jack come per magia a me e il mio compagno di vita le cose sembrano avere un'altro colore adesso. Dopo aver resistito all'ennesimo strattone di jack entriamo nel parco e con un'occhiata grandangolare trovo una bella pianta libera con prato annesso, il luogo ideale per dare un pò di corda a jack.

Dal mio zaino estraggo il frisby di jack, un qualcosa che di circolare ormai ha ben poco ed inizio a far trottare il mio compagnone a quattro zampe. Nel frattempo a mia insaputa una ragazza con uno splendido Collie, talmente curato con una linea snella fiero delle sue capacità...che dire emanava carisma cazzo. Il bello di tutto questo che mentre io cadevo in una sindrome di stendhal canina, mi sono trovato con jack che a momenti mi stende con un calcio volante canino e con questa tipa che mi parla a velocità warp. Mi sposto quel poco che basta per non beccarmi il calcio volante di jack e nel frattempo inizio a mettere a fuoco la tipa che continua non so per quale cazzo di motivo ad inveire nei miei confronti. Inquadro la tipa: 1.65 m per 50 kg non male ci siamo peccato per quella faccia carina ma anonima, non so perché a differenza del suo bellissimo cane non riesce, perlomeno a me, a emanare quel fascino che a volte in maniera inconsapevole fa la differenza. Finita questa disamina sensoriale mi concentro su quello che dice e per non fare lo scorbutico come spesso mi capita inizio la mia discussione con un saluto e annesso sorriso non troppo vistoso altrimenti si incazza... errori passati insegnano.

"Ehi bello avevo visto questo bella pianta prima di te","Come scusa...", "Non far finta di non aver capito sono trenta minuti che io e Raphael cerchiamo un posto dove rilassarci", Rido pensando a come sia strana la vita, per quanto tu possa cercare la tranquillità essa trova sempre un modo bislacco per cambiare le carte in tavola; e dato che oggi non voglia di remare contro corrente per dimostrare a me stesso o a chicche sia che al sottoscritto non si mettono i piedi in testa rispondo con una soluzione talmente banale da spegni ere la nostra infuocata sconosciuta in meno di 3 secondi netti. "Scusa ma non è per fare lo scorbutico ma qui c'è posto abbastanza per far giocare i nostri cani non credi; e per la cronaca non mi chiamo bello mi chiamo Andrea e tu?" come immaginavo l'enfasi assassina della tipa svanisce come un fuoco fatuo e dopo un lungo respiro mi risponde "Scusa Andrea... perdonami ma in questo periodo mi girano altamente e quindi sono come dire un Po irritabile, perdona questo attacco gratuito mi chiamo Francesca". Mi tende la mano sorridente e come per magia vedo quel valore aggiunto che avevo cercato insistentemente, sorrido e rispondo "Che dirti benvenuta tra noi Francesca". La invito con un gesto della mano ad unirsi a me e jack accetta e come per magia iniziamo una bella discussione mentre i nostri due cagnoloni si rincorrono e fanno amicizia. Come è proseguita la discussione tra me e Francesca vi starete chiedendo vero??? Questa è un' altra storia raga.... un'altra storia...


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Ogni riferimento a fatti, cose e persone è puramente casuale...un semplice parto di questo pensatore che deve relegare i suoi flussi di pensieri su "carta".

1 settembre 2008

Sentinella

Eccomi qui lontano anni dalla luce dalla mia terra, a combattere una guerra per un mondo che neanche mi appartiene. Quando sono entrato nell'esercito pensavo di riuscire con il mio operato a fare qualcosa che desse un senso alla mia vita e rendesse l'odio per un figlio che ho visto solo due, meno viscerale; adesso ha 13 anni chissà che cosa penserà di suo padre. Dopo 10 anni di onorato servizio mi rendo conto che per quanto le mie intenzioni possano essere nobili il tempo passato ad esercitarmi, a rendermi una macchina da guerra non mi verrà più restituito; ed anzi come regalo mi porterò tutta una serie di demoni che nel momento meno opportuno verranno a reclamare il loro tributo.Nel frattempo una pioggerellina sta facendo il suo sporco lavoro inzuppandomi piano piano come un pulcino. Una pattuglia di astronavi mi sorvola inondando di odio la collina che sto sorvegliando da un paio di ore. Mentre mi infilo rapido gli occhiali protettivi per non far bruciare i miei occhi sorrido, pensando che come sempre alla fine siamo sempre noi della fanteria a compiere il lavoro sporco a vedere corpi esplosi e ripulire la zona da eventuali superstiti. E quindi via cratere su cratere pianeta su pianeta cerco di non morire e di dare un senso a questa guerra che da centinaia di anni, costringe la mia razza a mandare al massacro giovani assetati di vita e con sogni che non vedranno mai la luce del sole.

Un bagliore nella zona ancora in fiamme attiro l'attenzione del soldato, prese il binocolo e intravide la canna del fucile di un nemico. Prese immediatamente il fucile e si mise in posizione in attesa che il nemico facesse la mossa sbagliata. il nemico non si fece attendere e appena la testa usci fuori dalla trincea, la sentinella con un colpo preciso mise fine alla sua vita. Nonostante fossero anni che sentiva quello strano verso, ogni volta un brivido gli percorreva la schiena. Erano creature troppo schifose con sole due braccia e due gambe, quella pelle d'un bianco nauseante e senza squame.


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Ps-Questo raccontino è un rivisitazione del pensatore di un racconto (il più conosciuto) di Fredric Brown dal nome Sentinella. Spesso il tono leggero era un pretesto per mettere in ridicolo i pregiudizi su temi drammatici come la guerra e la corsa agli armamenti.

18 luglio 2008

Una lettera veramente speciale

Non so voi ma io personalmente credo che le lettere emanino un influsso magico. Nel senso che pur essendo in apparenza un semplice foglio di carta con dei pensieri impressi sopra, in base al rapporto che si ha con il mittente essa cambia di peso; leggera per un racconto sgrammaticato di un amico magari con la calligrafia da gallina. Oppure pesante come il piombo quella stessa pesantezza che magari si sentiva in quei momenti nei quali bisogna parlare ed invece si è scelto di far parlare il silenzio.
Lo so sono antico, oggi abbiamo internet, sms e cellulare che in maniera diretta ci da la possibilità di annullare le attese. Tutto ciò comunque ha avuto un prezzo ha annullato quell'intimità che prima si aveva con quella busta che arrivava improvvisa magari e via subito in camera con un silenzio irreale e con aspettative che man mano invadevano i nostri pensieri. Oggi invece ci arrivano spesso messaggi striminziti con contrazioni ai limiti del sopportabile oppure ci troviamo a leggere mail importanti in mezzo ad un bordello di persone perdendo di conseguenza quelle sfumature che magari il mittente voleva farci notare.

Ma ritorniamo a noi... come al solito mi dilungo in pensieri che solo a quest'ora della notte colpiscono il mio essere. Lo scopo di questo post è quella di postarvi una di quelle lettere che personalmente avrei voluto scrivere io, una di quelle lettere che ogni persona secondo me dovrebbe avere nel cassetto segreto; quello nel quale ogni uno di noi tiene i sui segreti più reconditi i momenti più belli, quel fottutissimo cassetto che ci dimostra che vale la pena sbattersi per questo mondo del C***O. Ma bando alle ciance che il giorno si avvicina e le cose da fare sono parecchie per il pensatore domani, vi saluto e prima delle ferie che arriveranno il primo di agosto un post di BUONE VACANZE lo faccio o almeno spero di farlo... See U space cowboy.

So che non posso in nessun modo convincerti che questo non è uno dei loro trucchi, ma non mi interessa. Io sono io.Mi chiamo Valerie. Non credo che vivrò ancora a lungo e volevo raccontare a qualcuno la mia vita. Questa è l’unica autobiografia che scriverò e … Dio… mi tocca scriverla sulla carta igienica.

Sono nata a Nottingham nel 1985. Non ricordo molto dei miei primi anni, ma ricordo la pioggia.
Mia nonna aveva una fattoria a Totalbrook e mi diceva sempre che “Dio è nella pioggia”.
Superai l’esame di terza media ed entrai al liceo femminile. Fu a scuola che incontrai la mia prima ragazza: si chiamava Sara. Furono i suoi polsi… erano bellissimi. Pensavo che ci saremmo amate per sempre. Ricordo che il nostro insegnante ci disse che era una fase adolescenziale, che sarebbe passata crescendo. Per Sara fu così, per me no.

Nel 2002 mi innamorai di Christina. Quell’anno confessai la verità ai miei genitori. Non avrei potuto farlo senza Chris che mi teneva la mano. Mio padre ascoltava ma non mi guardava. Mi disse di andarmene e di non tornare mai più. Mia madre non disse niente, ma io avevo detto solo la verità, ero stata così egoista? Noi svendiamo la nostra onestà molto facilmente, ma in realtà è l’unica cosa che abbiamo, è il nostro ultimo piccolo spazio… All’interno di quel centimetro siamo liberi.

Avevo sempre saputo cosa fare nella vita, e nel 2015 recitai nel mio primo film: “Le pianure di sale”. Fu il ruolo più importante della mia vita, non per la mia carriera ma perché fu lì che incontrai Ruth. La prima volta che ci baciammo, capii che non avrei mai più voluto baciare altre labbra al di fuori delle sue. Andammo a vivere insieme in un appartamentino a Londra. Lei coltivava le Scarlett Carson per me nel vaso sulla finestra e la nostra casa profumava sempre di rose. Furono gli anni più belli della mia vita. Ma la guerra in America divorò quasi tutto e alla fine arrivò a Londra. A quel punto non ci furono più rose… per nessuno.

Ricordo come cominciò a cambiare il significato delle parole. Parole poco comuni come fiancheggiatore e risanamento divennero spaventose, mentre cose come Fuoco Norreno e gli articoli della fedeltà divennero potenti. Ricordo come diverso diventò pericoloso. Ancora non capisco perché ci odiano così tanto.
Presero Ruth mentre faceva la spesa. Non ho mai pianto tanto in vita mia. Non passò molto tempo prima che venissero a prendere anche me.
Sembra strano che la mia vita debba finire in un posto così orribile, ma per tre anni ho avuto le rose e non ho chiesto scusa a nessuno.
Morirò qui… tutto di me finirà… tutto… tranne quell’ultimo centimetro… un centimetro… è piccolo, ed è fragile, ma è l’unica cosa al mondo che valga la pena di avere.
Non dobbiamo mai perderlo, o svenderlo, non dobbiamo permettere che ce lo rubino… Spero che chiunque tu sia, almeno tu, possa fuggire da questo posto; spero che il mondo cambi e le cose vadano meglio ma quello che spero più di ogni altra cosa è che tu capisca cosa intendo quando dico che anche se non ti conosco, anche se non ti conoscerò mai, anche se non riderò, e non piangerò con te, e non ti bacerò, mai… io ti amo, dal più profondo del cuore… Io ti amo.

Valerie.

Tratta da V per Vendetta.

25 febbraio 2008

Calliope

Qualcuno la chiama Calliope altri Nutella, altri ancora la conoscono come Little Girl, all'apparenza tre persone distinte con gusti letterali, cinematografici e musicali totalmente diversi; invece sotto sotto vi è la stessa persona. Come faccio a conoscere questo segreto?? La risposta è semplice... Sono un hacker e nel mio girovagare di casa in casa, mi sono imbattuto in questo appartamento con delle camere che sembrano uscite da un quadro di Escher. Devo ammettere che il mio stupore davanti a quello che vidi mi tolse il fiato. Per quale motivo una ragazza con un background comune a milioni di persone sentiva la necessità di spezzare il suo essere in tanti piccoli frammenti?? Ci sono stati dei giorni nei quali questa semplice domanda mi ha assillato senza lasciarmi scampo. Alla fine mi sono messo alla finestra per cercare di capire o perlomeno dare un senso a questo comportamento. Per avere un quadro completo della persona che avevo davanti ho iniziato a mettere commenti su i blog che lei aveva creato e che regolarmente aggiornava con racconti e avvenimenti che viveva tutti i giorni; chiaramente per camuffarsi ancora meglio usava linguaggi diversi a seconda del blog che stava usando, metodico e razionale in uno e passionale e poetico nell'altro. Nel' arco di un mese ho visto i suoi blog e relativi myspace riempirsi di amici , ognuno con una cerchia ben distinta di passanti, come se volesse creare un compartimento stagno tra le sue molteplici sfaccettature. Piano piano con commenti sempre più affini al suo essere sono riuscito a catturare la sua attenzione e ad ottenere un contatto che mi permettesse di parlare con lei senza dover passare attraverso mail o forum.

Con lei ebbi un solo lungo e indimenticabile rapporto di chat che non dimenticherò mai più:

Continua....

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17 aprile 2007

Serata strana (continua).

Foto creata da brokenpuppy

Di chi è questa voce... non riesco ad associarla a nessuno che conosco, nel frattempo sarà la nebbia sarà che sono un tipo abbastanza impressionabile resta il fatto che inizio a sudare e soprattutto a perdere il controllo. "Ok hai voglia di giocare... in barba alla paura dammi un segno della tua presenza e vengo a cercarti" nel dire questo aguzzo gli occhi ed inizio a concentrami su tutto quello che mi circonda;"Michele se vuoi scoprire chi sono devi venire a cercarmi....".
Come inizia a parlare mi giro di scatto e riesco a localizzare la figura, ma non a riconoscerla, metto a fuoco la forma e dalle movenze con le quali sta sgattaiolando verso il labirinto fatto di siepi, capisco che è un donna...
La cosa inizia ad eccitarmi più del dovuto e di conseguenza le mie gambe automaticamente si muovono, inizio a correre e in quello stesso momento rido ripensando che 30 secondi fa' me la stavo per fare addosso ed invece adesso il cacciatore sono io e lei la preda, almeno spero...
Attraverso l'arco di rovi che da il via al labirinto come una freccia, intanto la mia preda si è avvicinata e mi aspetta al primo bivio, in quella attesa percepisco una certa voglia di prendermi in giro e di giocare; rido pensando a ciò e soprattutto al fatto che questo labirinto lo conosco troppo bene... era il mio rifugio preferito, nel quale mi imboscavo e giocavo al dottore e l'infermiera con le nuove conquiste fatte al tempo del liceo. Inizio a vedere i lineamenti e percepisco quel sorriso beffardo e quegli occhi vividi che mi stanno osservando, appena arrivo ad una decina di metri riparte di slancio optando per la destra; io invece di seguirla continuo dritto sapendo che la strada intrapresa dalla signorina è un semplicissimo arco e quindi.... è mia.
Un paio di sbuffi ed arrivo al bivio successivo, mi giro un attimo e solo in quel momento mi rendo conto che nel labirinto la nebbia è decisamente più fitta, per fortuna ci sono parecchi pali della luce che almeno questa volta... svolgono il loro lavoro in maniera egregia, dandomi la possibilità di avere tutto sotto controllo. "Ma Michele!!! mi deludi... anche io conosco bene questo posto!!! FREGATO!!!". "Ma vaffa****!!!" e tra un insulto e una sghignazzata malefica mi giro indietro e riprendo la corsa verso quella voce; allora conosce il mio nome e conosce questo posto, sicuramente è stata una delle mie conquiste... ma chi?? tenendo presente che metà di loro hanno lasciato la città in cerca "del' America" e le altre sono tutte accoppiate. "Dai che se ti concentri ti ricordi me!!!". Ca*** ma questa qui mi legge nel pensiero... , un' altro bivio riesco a malapena a vedere che svolta a sinistra, allora è vero che conosce sto maledetto labirinto si sta dirigendo proprio al centro di esso... se ci riesce dopo per il cacciatore sono ca*** amari. Comunque ho preso un'altra scorciatoia e questa volta non mi scappa; mi fermo ed un'altra immagine si forma sulla mia mente, un campo verde il Turco, Tommy, miky ed una frase "Secondo me se la fottono..." risposta "Come??? Letteralmente!!!" e come mio solito inizio a ridere come un coglione ... Appurato il fatto che la mia preda è restia a farsi catturare, con il fiatone e con i polmoni belli aperti mi accendo un'altra siga, alla faccia dei salutisti. "Dai michi non puoi fermarti... altrimenti io non mi diverto...". Mi giro e praticamente me la trovo in un posto dove adesso fisicamente non dovrebbe essere, come ha fatto... qui i conti non tornano e la cosa non mi piace per niente; gli ostruivo la strada per andare al centro del labirinto dove è situata la fontana del satiro ed invece... me la ritrovo con le braccia conserte appoggiata di lato sulla statua della fontana.
Nonostante il fumo della sigaretta mi ostruisce la vista un getto di luce proveniente da uno dei quattro fari posti ai lati dalla fontana riesce ad illuminare il volto della ragazza; aguzzo la vista e in quello stesso momento il mio cuore perde un colpo... non può essere. "Adesso che hai capito chi sono... riprendiamo la nostra corsa scricciolo...". Come sento quel nomignolo le mie gambe si irrigidiscono non riesco più a muovermi, solo una ragazza mi chiamava così e quella persona è scomparsa parecchi anni fa'. Si dice che in caso di pericolo si ha una percezione superiore delle cose, ebbene io in questo momento percepisco il fatto che la pazzia si sta impadronendo del sottoscritto; sicuramente mi sbaglio e l'unico modo per appurare ciò è quello di rincorrere questa stronza, che si sta divertendo con un passato che io non voglio ricordare. Esattamente un istante prima che io mi muova, lei con fare leggiadro si gira e riparte con un andamento maledettamente rapido e fare sicuro; nel rincorrerla noto che si sta per imbottigliare in un vicolo ceco. La cosa di perse invece di rendermi felice mi mette a disagio, come se la destinazione di questa strana corsa fosse proprio quell'angolo. Ricordo che quell'angolo in particolare era uno dei miei preferiti per il semplice fatto che la siepe che costituiscono i muri sono più alti del normale e soprattutto perché li la luce arriva si ma in maniera come dire fioca... "Questa volta sei mia non scappi!!!". Appena arriva lei si gira mette le mani dietro la schiena ed iniziare a roteare come fanno le bambine piccole quando aspettano qualcosa dai genitori io arrivo troppo in fretta ed a momenti non la travolgo. Gli metto le mani sulle spalle e l'unica cosa che mi viene in mente è "PRESA!!!" e lei continuando ad oscillare mi sorride e fa "Lo so, complimenti alla fine ci sei riuscito... adesso non dovresti aver problemi a riconoscermi
scricciolo...". "Laura... ma tu sei morta, sono stato al tuo funerale non può essere ca***." I miei occhi iniziano a bruciare e le lacrime non tardano ad arrivare, lei prende le mie mani che stavano ancora appoggiate alle sue spalle e le incrocia con le sue come faceva sempre Laura.... "Dove sei stata tutto quest...." non faccio in tempo a terminare questa frase che con un movimento fulmineo lei toglie la mano destra da questo "incastro magico" e la infilza nel mio petto. Come in un perfetto film fantasy la sua mano entra nelle mie carni senza che esse oppongano la minima resistenza; sento un freddo irreale pervadere il mio corpo, non riesco a muovermi le uniche cose che non hanno risentito di questo avvenimento sono le mie lacrime che continuano indisturbate a rigare il mio viso. Con fare lento ed inesorabile arriva ad afferrare il mio cuore, torce un po la mano per prendere meglio il suo tesoro ed inizia a stringere, nel fare questo noto che il suo sguardo ha assunto una espressione annoiata come se non fosse la prima volta... La mia vista si sta offuscando, sto perdendo le forze e prima che mi accasci per terra le uniche cose che faccio sono sibilare parole senza senso e ricordare un articolo letto un paio di giorni fa sul corriere nazionale....

Quello che Michele lesse fu un articolo intitolato "Ancora stillicidio nella provincia bolognese", peccato che quando la sua attenzione cadde su quell'articolo era una domenica mattina e lui aveva poche ore di sonno alle spalle per mettersi li e leggere quell'articolo chilometrico... quello che fece fu dare un'occhiata di sfuggita e bollare il tutto come i soliti idioti che il sabato sera si impasticcano e dopo si schiantano con la macchina...

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27 marzo 2007

Serata strana.

Foto creata da Brokenpuppy

“Hei Michi dove c***o stai andando??” “Dove vuoi che vada... a differenza vostra io domani mattina lavoro!!! mica come voi che state lì a non fare niente” mentre dico queste parole mi sto imbacuccando per bene, visto che di fuori la temperatura non accenna ad alzarsi malgrado sia Aprile inoltrato. Dopo molti anni di scorribande insieme ai miei amici, essi hanno imparato che quando mi metto il giubetto i giochi sono fatti e quindi non insistono nel farmi rimanere, anche se i loro sguardi sono ancora troppo eloquenti... “Mi dispiace ragazzi è l'una di notte e per quando vado a casa, mi metto sul letto e mi addormento, raggiungiamo un orario proibitivo.” Mi alza il bavero del giubetto e saluto i nottambuli con un gesto della mano, qualche saluto volante ed il clic del portone da il via alla mia camminata notturna. Appena mi immetto in strada la nebbia inizia a fare il suo sporco lavoro, insinuandosi in ogni pertugio delle mie giunzioni, con un sorriso beffardo mi godo questo momento di torpore e per festeggiare il ciò mi accendo l'ennesima sigaretta. Finito il primo sbuffo di sigaretta, mi rintano nel mio giubetto ed inizio ad incamminarmi verso casa conscio che la nebbia mi inzupperà per bene questa sera. Appena passato il primo incrocio mi sovvengo no in mente le parole di un mio amico, con il quale quest'oggi ho avuto una discussione interessante negli spogliatoi della palestra. Mi fa “Sai Miche'... la societa odierna ci vuole costringere ad essere dei Deus ex machina... e sai cosa rispondo alla società SUCA!!!!. Sono ancora troppo giovane per immettermi nella catena di montaggio, tra un paio di giorni mi faccio una vacanzina in qualche paese della Toscana ed il mio unico scopo sai qual'è?” Nel frattempo il sottoscritto si è piegato in due dalle risate a causa di quel “SUCA!!!” che è stato accompagnato da un gesto che da solo ha reso troppo l'idea; mi riprendo e con le lacrime agli occhi gli dico “No... non lo so dimmi sono tutto orecchi”.”Il mio unico scopo è farmi una bella bistecca e sorseggiarmi un buon bicchiere di chianti... Io la sera quando vado a letto, mi tocco con due dite la carotide conto i miei battiti ed essi rimangono stabili a 50 al minuto, non so se qualche avvocato o qualche cazzone si possa permettere di fare questa prova con la stessa tranquillità con la quale ogni sera la faccio io”. Mi risveglio appena in tempo da questo pensiero per prendere la decisione più importante che mi si para davanti ogni volta che ritorno a casa, cioè passare attraverso il parco risparmiando una decina di minuti, oppure aggirarlo passando sotto i porticati illuminati e soprattutto bagnandomi il minimo indispensabile. Alla fine opto per il parco, anche se devo dirla tutta la nebbia gli d'ha un aspetto a dir poco macabro. Attraverso il cancello come un fuoco fatuo e mi immetto nel vialetto a testa bassa, i lampioni sono situati ad una distanza tale da non aver bisogno di aguzzare la vista per trovare la strada. Arrivo alla fontana situata al centro del parco ed alzo la testa per vedere se la situazione è sotto controllo; nel fare questo un movimento fulmineo attira la mia attenzione, non riesco a focalizzare bene quello che vedo. Mi fermo per dieci secondi, in quel lasso di tempo l'unica cosa che faccio è mettere la mano nella tasca destra ed estrarre il pacchetto di sigarette. Accesa l'ennesima sigaretta mi rin cammino, questa volta con un passo meno veloce ma più guardingo. Appena passata la fontana una voce mi gela il sangue “Michele... Michele.... Michele...”, cazzo mi sto per cagare addosso, chiaramente in un microsecondo mi guardo intorno e com'è giusto che sia, a quest'ora della notte e soprattutto con questo tempo non c'è nessuno. “Michele... Michele.... Michele dai che mi conosci!!!, vieni a giocare con me!!!”.

E qui finisce la prima parte del racconto, ho in mente parecchie soluzioni per questo fraseggio, se qualcuno ha voglia di dirmi che stile vuole vedere applicato a questo racconto mi faccia sapere, tipo "voglio vedere Michele ucciso in una maniera indegna stile Saw..." oppure "Voglio vedere Michele cadere tra le braccia di una bella scrofa mannara" ecc ecc fatemi sapere... vedrò quello che posso fare per accontentarvi...

Detto questo cari i miei vampirelli, infingardi e raminghi vi saluto ciuazzz....

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1 febbraio 2007

Chiudi gli occhi e apri la mente (Continua).

Rimane per un tempo indefinito immobile, cercando di focalizzare la sua vista su quel caleidoscopio di luci che nel frattempo sta fluttuando nella stanza. Per una coincidenza, che dire bizzarra è poco, un raggio di sole sta facendo capolino dalle tende color vinaccio e consapevole del suo scopo sta colpendo un prisma situato sul tavolino. Ripreso dal suo stato di torpore Stefano come un monello consumato entra nella stanza, chiude la porta e la prima cosa che fa è quella di serrare le tende e trovare l'interruttore della luce. Prima di premere l'interruttore per l'ennesima volta tende le orecchie per controllare se la situazione è sotto controllo, fatto questo con molta tranquillità porta la luce nella stanza ben conscio che quest'oggi ci sarà da divertirsi. La prima cosa che focalizza la sua attenzione sono le gambe del tavolino, ogni una di essa ha una forma ed un materiale diverso, si abbassa per vedere toccarle e quando arriva a quella conica con un serpente nero attorcigliato ad essa uno strano senso di paura lo colpisce. Sarà che è da poco che ha finito di leggere Harry potter ma le prime parole che gli escono di bocca mentre sta ancora analizzando il tavolino sono le seguenti “Non ci credo... papà è un seguace di Lord Voldemort...”, appena finito di sussurrare queste parole si piega in due dalle risate, fa un paio di passi in dietro e nel far ciò si rende conto che a differenza delle altre stanze della casa in questa c'è la moquette. La situazione sta prendendo una brutta piega nel cervellino di Stefano un senso di inquietudine si sta insinuando nel suo cuoricino, ma con una sonora scrollata di spalle e con un respiro profondo si lascia scivolare di dosso queste paure; ha aspettato troppo tempo, troppe notte insonni ad immaginare quello che si celava in quella stanza...e non sarà certamente l'aria strana che aleggia in questo posto a farlo desistere, non adesso.


Sperò per il prox post di finirlo ;-) ciuazzz a tutti.

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30 gennaio 2007

Chiudi gli occhi e apri la mente.

“Mamma perché non posso ancora entrare nella stanza dei giochi di papà?...” oramai è da parecchi anni che Stefano ogni tanto rivolge la stessa domanda alla madre, ed essa con lo stessa espressione divertita e allo stesso tempo annoiata risponde sempre allo stesso modo “Non puoi perché primo sei ancora piccolino e secondo come ben sai papino è molto geloso dei sui giochi” “UFFA però... non sono più un bambino ho sette anni io....” e pur sapendo che non otterrà nessuna attenzione, il nostro Stefano sbuffa e se va in camera. I suoi genitori non lo sanno ma il nostro intrepido eroe, da giorni e giorni sta studiando un metodo per entrare in quella stanza che ha visto sempre chiusa... fortuna vuole che paparino la settimana prossima non ci sia e soprattutto che la mamma abbia ripreso a lavorare in ufficio, cosi il pomeriggio quando lei andrà al lavoro avrà due ore libere per poter entrare indisturbato nella stanza; anche perché gli ignari genitori non sanno che la curiosità di Stefano lo ha portato a prendere di nascosto le chiavi dal mazzone che il padre tiene in ufficio come riserva. Dovevate vedere la faccia di Stefano mentre provava le chiavi, un misto tra Diabolik e un ladruncolo da strada, si girava a destra e a sinistra con lo sguardo ogni cinque secondi come se il suo udito non fosse sufficiente per controllare la zona. Dopo giorni e giorni ad immaginare quello che si sarebbe trovato una volta aperta quella porta; appena il suono della macchina della mamma è diventato un sibilo in lontananza si scaglia a tutta velocità dalle scale per ritrovarsi in lampo davanti ad essa. Con fare tremolante ed incerto, consapevole delle sculacciate da prendere in caso di scoperta, mette la chiave dentro la toppa della porta ed appena spinge una strana luce lo inonda...


Cosa troverà il nostro piccolo eroe? lo scopriremo nella prossima puntata :-)

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13 gennaio 2007

L'ultimo pasto.


E' finita dopo un attesa durata quindici anni quest'oggi verrò preso e per la gioia di tutti ucciso, davanti ad un pubblico di persone che non vede l'ora di ritornare a casa per accendere la televisione e vedersi il loro canale preferito. Questa mattina è venuto il prete a redimermi dai miei “presunti peccati” , mi guardava con il suo sguardo inquisitorio come sei fossi un demone venuto sulla terra per portare caos e distruzione; se solo sapesse che invece io sono fottutamente innocente chissà che faccia farebbe. Per ironia della sorte quel Dio che lui invoca per chiedere il mio perdono è l'unico conoscitore della verità ed in questo momento ha altre cose da fare... fortuna che la mia “faccia” da criminale lo ha fatto desistere da ogni tentativo di predica. E' da quanto sono in “vacanza” forzata in questo posto di merda che non vado più in chiesa, l'ultima volta è stato il giorno prima del fattaccio, mi sedevo sempre al solito posto penultima panchina a destra barba fatta e vestitino della domenica.
Mi ricordo ancora la predica che fece il pastore sulla parabola del buon samaritano “
Va’ e fa’ lo stesso!”. Ecco, che cosa ci sentiremo dire da Gesù in questa pagina del Vangelo”. Sarà... io è da troppo tempo che aspetto il mio samaritano e non si è visto ancora nessuno. Neanche quella troia della mia ex-moglie si è fatta viva in quindici anni di prigionia, l'unica cosa che la ricollega a me è il suo avvocato che durante il processo venne per farmi firmare le carte del divorzio e soprattutto per annientare ogni mio diritto nei confronti del seme che aveva in grembo, unica memoria di un amore sbocciato in una sala di biliardo e terminato quel giorno maledetto.
Adesso dovrebbe avere 15 anni chissà quante puttanate gli avrà detto quella strega maledetta e che idea si sarà fatta del suo papà...?? Una brutta impressione sicuramente, tenendo presente che durante il processo i giornali mi dipinsero come il nuovo serial Killer del Maine colui che in una sera ha ucciso una famiglia intera , due giovani sposi e i loro relativi pargoli, davanti al caminetto. I titoli dei giornali erano infarciti in quel periodo di frasi del tipo “Ecco il nuovo Serial Killer” , “E' lui il colpevole della strage del caminetto”, “Il popolo vuole Nick Foreman sulla gogna...” e via di seguito. Ogni volta che ripenso a quel periodo mi vengono i conati di vomito ed infatti il signorino non si fa attendere XD, fortuna che la mia stanza è attrezzata di tutto ahahah. “Hei Nick hai finito di masturbarti è arrivata la tua cena” “no non ho ancora finito Eddie... il dottore mi ha detto che non posso staccare i pesi se vuoi venirmi a darmi una mano sei il benvenuto!!!” mi metto una mano sul pacco e simulo un sega nel mentre mi giro per vedere la reazione di Eddie. “Vaffanculo Nick non farei tanto il divertente se fossi in te sapendo che questa sera verrai bucherellato come un drogato con l'unica differenza che il tuo è un viaggio senza ritorno ahahah”, finito di inveire nei miei confronti ridendo mi lancia il vassoio attraverso la fessura sotto la porta e se ne va via ancora sghignazzando come un coglione. Fortunatamente i conati di vomito sono cessati mi rialzo e vado a vedere se almeno le mie ultime preghiere sono state accolte in cucina.
Prendo il vassoi e controllo l'operato della cuoca e sorrido vedendo la bistecca al sangue con una bella insalata che le fa da contorno e una bottiglietta di vino; tenendo presente che potevo chiedere quello che volevo sono stato miserello nelle richieste ma chi se ne frega questa sera voglio stare in forma per lo spettacolo. Mi siedo sulla sedia e appoggio il mio ultimo pasto sul tavolino in alluminio che per un terzo della mia vita ha sorretto di tutto e prendo le posate per iniziare a mangiare. Chissà perché ma proprio nel momento in cui stavo per attaccare la bistecca con le mani in posizione da motociclista, mi si chiude la bocca dello stomaco e quello che prima era un silenzio confortante adesso mi opprime l'anima come una pressa... ma chi cazzo vogliamo prendere per il culo bello questa sera morirai da solo come un cane... hai scelto lo stesso piatto che presi la prima volta che uscisti con la tua prima ragazza con la vana speranza che per un momento, un solo fottutissimo momento si potesse come un mago agire sulle lancette dell'orologio e ritornare a quel periodo della vita nella quale avevi ancora progetti e speranze.
Vaffanculo vaffanculo vaffanculo... sono quindici anni che mi metto sulla croce ogni sera ed adesso non ho proprio voglia di rovinarmi il mio ultimo e laudo pasto. Detto questo inizio ad ingurgitare la cena a velocità sempre maggiore con la speranza che insieme alla cena termini questo stato di dolore che oramai fa parte della mia vita da troppo tempo. Mi bevo quello che rimane del vino e con un sonoro rutto decreto la fine della cena, mi alzo e con un saltello mi tuffo sul letto che oramai dopo anni di ronfate ha preso il mio calco in maniera perfetta. Com'è giusto che sia appena inizio ad appisolarmi una vocina amica mi sveglia per annunciarmi che tra mezz'ora verrano a prendermi, mi alzo di malavoglia e vado a sciacquarmi la faccia e appena rialzo la testa per guardarmi allo specchio quello che scorgo dietro di me stranamente non mi sconvolge; nel mettere a fuoco l'immagine un sorrisino mi si stampa in volto poiché quello che vedo mi da un senso di tranquillità, una serenità che oramai non risiedeva più in questo cervello da troppo tempo. “Alla fine sei arrivata!!!” finito di parlare mi giro per osservare meglio la figura nella sua interezza e ciò che mi si para davanti è un bel mantello nero con in mano una falce. “Sai stavo pensando che per molti tu sei un costante incubo invece per me sei una salvezza” appena finito di parlare fa un inchino come per scusarsi del ritardo. Rendendosi conto che io non avevo più niente da dirgli si rialza dall'inchino e con un incedere lento ma deciso si avvicina a me e mi tocca. Da li in poi i miei ricordi svaniscono fino al momento ultimo... Disteso su una barella con i piedi e braccia legate, una serie di faretti puntati in faccia che non mi fanno vedere niente, una vocina sconosciuta inizia a scandire la sua sentenza “Nick Foreman sei stato condannato a morte dallo stato del Maine per aver barbaramente ucciso quattro persone... hai qualcosa da dichiarare??” alzo la testa e con gli occhi socchiusi cerco di vedere colui che porrà fine a questo strazio... ma non ci riesco cazzo e nel momento in cui mi rendo conto del perché quei faretti sono angolati in quel modo mi rassegno e con un tonfo della testa faccio capire al mio boia che in questo momento non ho molto da dire al riguardo.

Nick Foreman morì il 15/07/1956 alle ore 22.30 in una prigione dello stato del Maine,quel samaritano che tanto aveva aspettato arrivò sei anni dopo... il suo nome era Marie Foreman la figlia che non aveva mai conosciuto la quale oramai maggiorenne attraverso un gabello burocratico ma soprattutto grazie ai mezzi scientifici che nel frattempo avevano fatto passi da giganti riuscì a smontare l'unica prova che venne usata per condannare il padre. Ne consegui uno scandalo a carattere nazionale ed un processo per danni che dopo un paio di anni vide la fine, con Marie risarcita per milioni di dollari. Il giorno stesso in cui lo stato del Maine dichiarò pubblicamente il proprio errore Marie scrisse una lettera al padre oramai defunto. Due anni dopo un giornale pubblico uno stralcio di quella lettera.

“
......
Padre perdona mia madre per come si è comportata con te in questi anni e se puoi cerca di capirla, è chiaro che ti risulterà difficile ma posso garantirti che ti amava, quelle lettere che ho trovato in camera sua hanno tutte e dico tutte le pagine stropicciate dal versamento di copiose lacrime e sono state queste stesse missive che tu hai sistematicamente mandato ogni mese a farmi capire quanto l'amavi. Adesso riesco anche a capire il perché fin da piccola mi ha istillato veleno e menzogne nei tuoi confronti, ha fatto questo solamente perché ha preferito che io mi rassegnassi e non vivessi come lei.... Perdona anche me per la mia cecità e per la mia mancata presenza... sono arrivata si... ma troppo tardi, perdonami ovunque tu sia.
......

”

Esattamente dieci anni dopo la morte del padre Marie non pote assistere alla messa in onore del caro defunto, era in una clinica a partorire il suo primo figlio, avrà lo stesso sguardo e gli stessi occhi del nonno.


Ogni riferimento a fatti, cose e persone è puramente casuale...un semplice parto di questo pensatore che deve relegare i suoi flussi di pensieri su "carta".



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10 gennaio 2007

In Treno.

TRI TRI TRI... che è questo rumore infernale... a si è la sveglia che palle sono già le sette, non mi posso neanche permettere di prendermela comoda altrimenti mi tocca prendere il treno delle 10.00, con conseguente perdita della lezione di Medicina 2.
Quindi basta tergiversare in piedi altrimenti tra 5 minuti chi lo sente paparino che con la sua vocina baritonale mi rinfaccia con molta tranquillità che per portarmi alla stazione rischia di far tardi al lavoro. Fortunatamente dopo anni di ritardi ho imparato che preparare la valigia la sera prima di partire non male è come idea, quindi con un colpo di reni e gli occhi appanati mi ritrovo in un quarto d'ora pronto per il viaggio. Nel frattempo paparino sbadiglia e con il suo fare flemmatico si prepara per un'altra giornata di lavoro; ogni volta che lo vedo non posso non ridere del fatto che nonostante lavori in ufficio da venti anni ancora non abbia imparato a farsi il nodo alla cravatta. Fatte le solite raccomandazioni della mamma, che non accetterà mai il fatto che oramai sono un uomo, partiamo per la stazione; fortuna vuole che il tragitto non sia molto lungo altrimenti il silenzio che si crea ogni volta che paparino mi porta alla stazione rischierebbe di farmi impazzire. Saluto anche lui con un semplice cenno del capo e mi ritrovo in meno di cinque minuti sul binario numero sei ; binario che con gli anni ho imparato ad amare, può succedere il finimondo nella mia vità sociale ma so che una volta ogni due mesi mi ritrovo qui ad aspettare un treno carico di aspettative e di progetti. Mi guardo a destra e stranamente al primo colpo riesco a trovare una panchina vuota ,che culo, mi lancio come in missile per mettermi seduto ma prima che mi dimentichi oblitero il biglietto nella macchinetta infernale, fa un rumore che mi sta pesantemente sul cazzo... sembra un maiale pronto a fagocitare tutto quello che gli si pari davanti.
Sistemato lo zaino e il borsone mi accingo a prendere l'oggetto che più di tutti mitiga la mia solitudine e cioè il mio I-Pod, mentre mi metto le cuffiette nelle orecchie guardo l'ora segnata su l'orologio della stazione e vedo che mancano ancora una ventina di minuti comodi prima dell'arrivo del treno.
Constato con piacere che non sono il solo a trovarsi in attesa con un così ampio margine di tempo, nel frattempo il mio lettore mp3 ha preso vita e mi osserva come per chiedermi quale sarà il cantante che mi cullerà in questa attesa; rimango una ventina di secondi comodi immobile a fissarlo pensando a quale voce si addige di più al mio stato d'animo ed opto per Eddie Vedder (cantante dei Pearl jam) e per Live on two legs il loro live migliore.
Mentre la voce di Eddie si diffonde lungo i miei badiglioni uditivi, cerco con lo sguardo una faccia conosciuta che mi permetta di non passare un paio di ore in treno da solo, niente da fare la vocina femminile mi annuncia che il treno per Milano proveniente da Venezia sta per arrivare; mi sa che questa volta mi tocca...
Entro nell'ultimo vagone e come al solito vengo invaso dall'odore di aria consumata che caratterizza il classico scompartimento pieno zeppo di gente, cerco di farmi largo tra le persone che prima di me si sono insunuate lungo il corridoio e nel frattempo evito il loro sguardo cercando invano un posto attraverso gli scompartementi; a meta carrozza trovo un seggiolino vuoto ed una quantità di centrimeti cubici sopra ad esso sufficenti per appoggiare il mio borsone. Metto il mio zaino sotto al seggiolino e nel fare questo mi rendo conto che praticamente davanti a me c'è uno scompartimento pieno di gente. Mentre inizio a fare uno screaming delle persone che ho davanti Eddie mi sta cantando "Do the evolution" e al grido di "I'm at peace with my lust; I can kill 'cause in God I trust, yeah." mi ritorna in mente il video disegnato da Todd McFarlane e uno strano sorriso mi si stampa in faccia. Mi sposto di lato in automatico per far passare quelli che dietro di me ancora non sono riusciti a darsi pace ed inizio a pensare a quanto sia strano il treno; come il ventre di una gestante contiene centinaia di persone... migliaglia di pensieri, dubbi ,segreti e progetti che si incrociano senza toccarsi mai, tanto vicini nel corpo e nello stesso tempo tanto lontani nello spirito. Questa costatazione che sistematicamente mi avvinghia come un abito pesante e consunto mi mette subito a disagio; per rimediare a questo velo di tristezza cambio subito playlist e scelgo qualcosa di più tranquillo i Depeche Mode. Non so perchè ma in maniera automatica scelgo Blasphemours rumors sicuramente non è la canzone migliore per ricaricarsi le pile il Lunedì mattino; nel frattempo il treno è partito e gli ultimi sfigati che ancora non hanno trovato un posto si mettono l'animo in pace con la speranza che alla prossima fermata le cose si sistemino. Finito il via vai mi rimetto perpendicolare al corridoio ed inizio ad analizzare le persone che mi si parano davanti.
Questa volta abbiamo una coppietta di anziani che con la loro faccetta arzilla e il loro sguardo bambinesco mi mettono subito il magone, fortunatamente vicino a loro siede un ragazzo con le braccia conserte gli occhiali da sole che se la dorme alla grande con la testa appoggiata di lato, davanti ad esso invece se ne sta una ragazzetta del liceo che con gli occhietti svegli mi fa ricordare che il sottoscritto come suo solito la sera prima di partire non va mai a letto ad un'ora decente.
Dall'altra parte dello scomparto invece se ne sta il solito pendolare annoiato che si sta sfogliando il quotidiano e di rimpetto a lui siede una ragazza che sguardo rivolto verso il finestrino sta smanettando con il cellulare; chissà a chi sta scrivendo se ai suoi amici oppure al suo amore. Sarà questa costatazione sarà che nel frattempo David Gahan sta cantando Enjoy the silence , resta il fatto che la mia mano scivola silenziosa nella tasca alla ricerca del telefono. Lo prendo e vado a rileggere l'ultimo messaggio della mia Coccinella, nel leggerlo non posso far altro che ridere... per l'ennesima volta mi sgrida perchè come mio solito durante le uscite con i suoi amici sono stato come dire un pò acidello... finito di ridere l'immagine di lei appena sveglia che scende dal letto e va al bagno grattandosi i capelli con fare lento e sensuale irrompe nel mio cervello come un proiettile. Per un paio di secondi rimango senza fiato davanti a questo senso di benessere che inonda il mio corpo; finito lo stato di sconvolgimento ormale prendo il telefono e lo armo per un messaggio di ritorno, voglio fargli sapere che in questo momento la sto pensando. Finito il messaggio le parole di David mi ricordano che "Precious and fragile things;Need special handling. " lo so bello... e soprattutto che "things get damaged; things get broken" faccio ammenda di questa parole David con la speranza che ciò non accada mai nei confronti di colei che riesce solamente con la sua presenza a darmi forza per andare avanti in questo mondo di merda. Prima che la paura mi assalga prendo dallo zaino un bel libro da leggere, anche perchè non ho assolutamente la voglia e più di tutto la forza per rivedermi gli appunti dell'ultima lezione... che studente di merda che sono e pensando ciò mi metto a ridere da solo come un coglione, nel frattempo un paio di sconosciuti si voltano a guardarmi come se fossi lo scemo del villaggio.
Mi immergo nella lettura del libro ed automaticamente vengo proiettato nella macchina del tempo che mi fa arrivare in un lampo alla fine del mio viaggio. Mentre il treno si incanale lungo i binari mi preparo insieme ad i miei compagni di viaggio e mi impilo lungo il corridoio.In quello stesso momento un senso di eccitazione inizia a pervadere il mio corpo; ci siamo... eccoci a casa in perfetto orario, speriamo che Michele mi abbia preso il posto altrimento gli stacco la testa a morsi e soprattutto mi auguro che la mia Coccinella quest'oggi riesca a venire da me per pranzo ho voglia di abbracciarla di ricordagli quanto conti nella mia misera vita e di come essa sia cambiata da quando la conosco, Coccinella sto arrivando!!!

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Pillole di Disinformazione.

DoS, scritto con la maiuscola al primo e terzo posto, è la sigla di denial of service, letteralmente negazione del servizio. In questo tipo di attacco si cerca di portare il funzionamento di un sistema informatico che fornisce un servizio, ad esempio un sito web, al limite delle prestazioni, lavorando su uno dei parametri d'ingresso, fino a renderlo non più in grado di erogare il servizio. Fonte Wikipedia

Pensierino del Giorno.

"é il Signore che vi manda da noi!!!".
"no, passavamo di qua per caso!"

Tratto da "Lo chiamavano Trinità".

Premi.

Gentilmente omaggiato da Kat.

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